Sul tetto del tram
 
Era facile guardare era facile sognare
Da quel regno così in alto lì al sicuro
Era tutto irreale già di corsa anche allora
Quanta gente quante antenne quanti suoni
 
E le auto nel parcheggio le contavo ogni giorno
Ordinate colorate sempre lì
Era facile sognare immaginare di volare
Da quella tana lì vicino dovrà uscire
 
Ed io saltavo sopra il tetto di quel tram
E giravo tutta quanta la città
Tra viali parchi luci e fantasie
Monumenti chiese storie e bugie
 
Ed io volavo sopra il tetto di quel tram
Ero in sella dominavo la città
Tra semafori vetrine e nostalgia
Cartelli folla e voglia di andar via
 
Era tutto da scoprire era facile sognare
Da quel regno così in alto lì al sicuro
Era facile guardare niente rami da spostare
Da quella finestra niente prati niente mare
 
E quel corvo sopra il tetto un segnale di natura
Lo cercavo lo aspettavo ora non c’è più
Era facile sognare immaginare di volare
Da quella tana lì vicino dovrà uscire
 
Ed io saltavo sopra il tetto di quel tram
E giravo tutta quanta la città
Tra viali parchi luci e fantasie
Monumenti chiese storie e bugie
 
Ed io volavo sopra il tetto di quel tram
Ero in sella dominavo la città
Tra semafori vetrine e nostalgia
Cartelli folla e voglia di andar via
 
Quanti anni son passati
Quanti anni son passati
Ma mi sembra l’altro ieri
Sembra solo l'altro ieri
Sento ancora quei rumori
Quei rumori
I vicini e la città  
E la città
Quanti treni su quel ponte
Quanti treni su quel ponte
Li finiva la realtà
Li finiva la realtà
Iniziava la campagna
La campagna
L’infinito l’aldilà
 
E saltavo sopra il tetto di quel tram
E saltavo sopra il tetto di quel tram
Di quel tram
Tra viali, parchi, luci e fantasie
Monumenti, chiese, storie e bugie
 
Ed io volavo sopra il tetto di quel tram
Ed io volavo sopra il tetto di quel tram
E volavo

“…9 anni,

una finestra al quinto piano in Via Leoncavallo a Milano, al lato di casa mia la rimessa dei tram;

io li vedevo uscire da lì,

aspettavo di vedere il loro muso quando i rumori di ferraglia mi annunciavano l’evento,

e, quando succedeva,

sognavo di saltare sul loro tetto…

da lì sopra, al sicuro, giravo la città,

l’immensa città che mi confondeva e stupiva,

incuriosiva ed impauriva…

da lì, dal tetto del tram…”